Quando si parla di cucina mediterranea, una delle frasi più ripetute è: “condire a crudo con olio extravergine di oliva”. Ma cosa significa davvero a crudo? E soprattutto: perché è proprio lì che un olio buono si fa notare?
In breve, usare l’olio a crudo vuol dire aggiungerlo a fine preparazione, quando il piatto è già pronto. È in quel momento che l’olio extravergine di oliva esprime profumi, gusto e proprietà nel modo migliore.
Cosa succede all’olio extravergine di oliva quando viene scaldato
L’olio extravergine di oliva è un prodotto naturale: con il calore, parte dei suoi aromi tende a disperdersi e alcune componenti benefiche possono ridursi. Questo non significa che non si possa usare in cucina, ma che il momento in cui si apprezza di più è a crudo.
- i profumi risultano meno intensi
- il gusto diventa più piatto
- le note fresche e vegetali si attenuano
Perché l’olio extravergine dà il meglio a crudo
Un olio extravergine di oliva di qualità, usato a crudo:
- conserva più facilmente le proprietà nutrizionali
- mantiene aromi e profumi
- esalta il sapore naturale degli alimenti
- rende completo anche un piatto molto semplice
Quando usare l’olio extravergine di oliva a crudo
Ci sono piatti in cui l’olio extravergine di oliva a crudo fa davvero la differenza:
- bruschette e pane caldo
- verdure cotte al vapore o grigliate
- legumi e zuppe (a fine cottura)
- insalate semplici
- pesce e carni bianche
Perché serve un olio buono (non uno qualunque)
Quando si condisce a crudo, si sente tutto. Un olio mediocre può risultare pesante o coprire i sapori. Un olio extravergine di oliva di qualità, invece, accompagna il cibo e lo valorizza senza sovrastarlo.
Per questo produciamo olio extravergine di oliva da Ogliarola Garganica, da olive raccolte con cura e molite in giornata, senza miscele e senza compromessi.
